I cristiani e la città

L’influenza della cristianizzazione, come già accennato, oltre che portare alla dismissione dei luoghi di spettacolo comincia ad incentivare la costruzione di edifici religiosi.

Proprio vicino al teatro e all’attuale Duomo di Torino, si sono trovati i resti delle prime chiese cristiane edificate nella città.

Sono ora visibili alcuni dei ritrovamenti all’interno del museo Diocesano accessibile proprio a lato della torre campanaria del Duomo di San Giovanni Battista.

Le chiese, furono dedicate al. Salvatore, San Giovanni Battista e alla Vergine Maria.

Chiesa del SALVATORE: durante scavi effettuati nel 1909 nella piazzetta del Duomo vennero alla luce i resti di una basilica del VI secolo a tre navate. Notizie degli scavi ricordano che il pavimento della chiesa era formato da un consistente strato di coccio pesto e cemento su un letto di ciottoli tecnica già dei Fenici, perfezionata dai Romani (opus signinum) che utilizzavano il cocciopesto come impermeabilizzante (rivestimento di fondo e pareti di vasche in muratura o di cisterne e pavimentazioni).

L’interno dell’edificio misurava circa 17 metri di cui 10 nella navata centrale e 3 e mezzo in quelle laterali, suddivise da pilastri molto ravvicinati di un metro di lato.

Il muro perimetrale del lato settentrionale (verso il teatro romano) misurava un metro di spessore, mentre quello di facciata, che mostrava una sola apertura centrale, si avvicinava a 60 centimetri.

Alla fine dell’VIII secolo o all’inizio del IX sul tracciato della prima si ricostruì una nuova basilica, ancora divisa da pilastri ma più distanziati fra loro.

S. GIOVANNI : sul lato sud della basilica del Salvatore, entro il perimetro della stessa insula della città romana, sorgeva nel VII secolo la cattedrale indicata come di culto ariano di S. Giovanni.

La chiesa di forma basilicale probabilmente anch’essa a tre navate aveva al centro della navata maggiore una fonte battesimale dalla quale si ergevano colonne che sostenevano una cupola.

Questa chiesa ebbe rimaneggiamenti in era longobarda ed è anche per quello che la si suppone di culto ariano.

S. MARIA DE DOMPNO: la più antica e sicura notizia della chiesa risale al 1228 ma in virtù della sua titolazione si ipotizza che l’edificio sia stato costruito già nel IX secolo su iniziativa del vescovo di Torino Claudio (817-827).

La chiesa, leggermente arretrata rispetto al S. Giovanni, aveva pianta basilicale anch’essa tre navate e in documenti della metà del XIII secolo è attestata l’esistenza di un portico.

Nel 2014 i lavori di scavo della Nuvola Lavazza hanno portato alla luce i resti di una chiesa paleocristiana del IV-V secolo d.C. in una zona archeologica a circa 800 metri all’esterno della cinta muraria di Augusta Taurinorum.

L’ area era già conosciuta in precedenza per la presenza di una necropoli romana in cui furono trovate diverse lapidi.

Fonti storiche parlano di una chiesa intitolata a S. Secondo martire, non lontano da Torino sulle rive della Dora che potrebbe essere identificata proprio con quella scoperta, anche se non è certo a chi fosse intitolata in origine essendo i resti antecedenti alle fonti storiche conosciute.

Questo santo martire, attribuito dalla tradizione alla Legione Tebea è annoverato tra i patroni di Torino, sarebbe stato decapitato e sepolto a Victimulae (oggi Dorzano), ma tra VI e IX secolo le sue spoglie vennero traslate a Torino.

Nel 906 le reliquie, messe in pericolo dalle invasioni dei Saraceni, furono portate al sicuro dentro le mura, prima nella cattedrale medioevale ed ora nell’attuale Duomo Rinascimentale, dove sono custodite nella teca dell’altare a loro dedicato.

Sempre nel 2014, al compimento degli scavi, l’eccezionalità della scoperta, ha portato Lavazza (proprietaria del sito), la Città di Torino, la Soprintendenza,la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte a stipulare una convenzione per modificare, in collaborazione con lo studio Cino Zucchi Architetti, il progetto architettonico del centro direzionale Lavazza al fine di conservare il sito archeologico e renderlo visitabile.

Queste scoperte ad oggi sono tra le poche testimonianze di un periodo storico che comprende il passaggio dalla fine del paganesimo alla cristianizzazione, fino ad un periodo oscuro di dominazioni barbariche che porranno fine alla civiltà romana e porteranno il mondo conosciuto nel medioevo.

Questo periodo di cambiamenti includerà anche il cambio del nome della città che passerà da Augusta Taurinorum a un più comune Taurinum.