Della Torino Medioevale, rimangono ben poche testimonianze, le piccole case destinate all’abitazione di una o due famiglie, furono sostituite dagli attuali palazzi a quattro o cinque piani che sorsero sull’area degli edifici preesistenti.
Queste ricostruzioni, iniziate in fine 500, modificarono radicalmente l’assetto architettonico delle piazze e delle strade della città.
Tra le cose che non ci sono più, vi era un palazzo ricavato inglobando l’architettura romana della porta palatina in un edificio utilizzato dal periodo delle invasioni barbariche fino all’epoca di Carlo Magno come residenza dei nobili o degli amministratori della città.
Questa soluzione portò alla realizzazione di una nuova porta poco distante sul lato occidentale, tale porta si trovava all’ingresso dell’attuale via Milano, dove si stringe piazza della Repubblica ufficiosamente detta Porta Palazzo.
Era l’antica Postierla di San Michele, che collegava i borghi suburbani con il mercato di Piazza delle Erbe, l’attuale Piazza Palazzo di Città, dove ora ha sede il municipio.
Nel corso dei secoli la Postierla venne sostituita da una porta in muratura che sancì nel XVII secolo il definitivo abbandono della Porta Palatina come accesso alla città.

Un’altro edificio venne realizzato sfruttando la struttura di una Porta, si tratta di un palazzo denominato fortezza, l’unica in città in quel periodo, nell XI secolo, fu la dimora dei Conti di Torino.
Il castello di Porta Segusina per cinquant’anni diventa abitazione regolare della contessa Adelaide e della famiglia sabauda, venne distrutta a metà del XIII da Pietro di Savoia.
La porta in questione è la Porta Segusina, ovvero la porta verso la valle di Susa ad occidente. di cui restano solo poche testimonianze scritte.
Nel XIII secolo un’altra porta fu la base per la realizzazione di un palazzo, la porta Praetoria o porta Decumana, verso il fiume Po, ad oriente.
Come nei casi precedenti la porta romana diventò il punto di partenza per una nuova residenza dei Conti intorno al 1280, quando fu trasformata da Guglielmo di Monferrato in una domus de fortia.
Una struttura rettangolare venne appoggiata alla porta dal lato extramura, con un cortile interno.
La chiusura dei fornici della porta rese necessario per ristabilire la comunicazione verso il Po realizzare una nuova apertura a destra della torre meridionale nella cinta Romana.
La nuova porta, venne denominata Porta Fibellona.
Al palazzo, grazie all’intervento di Ludovico d’Acaia, nel XV secolo vengono aggiunte due torri poligonali verso il fiume, così si ebbe un castello con 4 torri sui vertici.
Alla fine dell’800, sulla base dei resti e dei documenti, Alfredo D’Andrade e Cesare Bertea compirono un accurato studio di ricostruzione.
Anche all’interno il castello era stato abbellito: Giacomo Faquerio, tra il 1403 ed il 1408, vi aveva eseguito alcuni affreschi, oggi purtroppo perduti.
Questo palazzo è arrivato a noi con l’aggiunta di una stupenda facciata settecentesca opera di Filippo Juvarra e si tratta dell’ora noto Palazzo Madama in Piazza Castello.

Torino nella sua storia urbanistica è famosa per i suoi ampliamenti fuori dal perimetro della città romana a partire dal XVI secolo grazie alla dinastia dei Savoia, ma meno conosciuto è un ampliamento interno alle mura occidentali realizzato nel medioevo prima dell’anno mille.
Questo ampliamento dell’abitato della lunghezza di due isolati, comprendeva la chiesa di Sant’Andrea, (ora Chiesa Della Consolata di cui si può ammirare il campanile romanico) la chiesa di San Dalmazzo e il monastero di Santa Chiara.
A differenza di altre città, Torino non ha mantenuto caratteristiche urbanistiche medioevali.
Come già detto, solo pochi edifici civili si sono conservati seppur rimaneggiati e delle numerose sedi del potere ecclesiastico, non è sopravvissuto quasi nulla, ad eccezione, come già accennato in precedenza, del campanile romanico, unico resto dell’antica chiesa di Sant Andrea, oggi presso il santuario della Consolata.
Il campanile, dell’XI secolo, alto quaranta metri, a pianta quadrata, fu riportato alla sua struttura originale dopo vari restauri.
L’impianto della costruzione è semplice, di gusto romanico-lombardo con l’uso dei mattoni a vista, inoltre, l’edificio è completato in ogni suo ordine da archetti pensili in cotto e da finestrelle bifore e trifore.
Più tarda la Chiesa di San Domenico,

anch’essa subì molti restauri (soprattutto tra 1906-8) prima di essere riportata alle sue originarie caratteristiche gotiche.
Nella facciata, un’alta ghimberga (altissimo frontone appuntito che incornicia il portale)fa da cornice al portale , nascondendo leggermente il rosone di facciata.
La costruzione, iniziata nel 1227 (unico esempio di architettura gotica in Torino), venne ampliata dopo la seconda metà del secolo, subì trasformazioni nella sua struttura nel Seicento e nel Settecento da decorazioni barocche, ora gli è stato restituito il suo aspetto originario.
L’interno conserva, in fondo alla navata sinistra, frammenti di affreschi della fine del XIV secolo.
Anche la chiesa di San Francesco d’Assisi conserva, sotto le decorazioni sei-settecentesche, resti della primitiva struttura medioevale testimoniate per esempio, da un piccolo affresco su di uno dei pilastri di sinistra con la rappresentazione della Madonna del Latte.
Pochi esempi di edifici civili medioevali ancora esistenti si possono trovare in particolare nella zona tra il duomo e Piazza Palazzo di Città, per esempio Il Palazzo del Senato in Largo 4 Marzo, bell’esempio di restauro ed integrazione di parti moderne per un edificio residenziale importante.

Nel cortile adiacente si trova un muro di epoca romana (con riadattamenti medievali) disposto ortogonalmente all’edificio, ulteriore dimostrazione del fatto che la casa del Senato sorge sull’antica maglia urbana pre-medievale.
Anche i blocchi lapidei impiegati per la costruzione del portone sono romani e vengono sovente definiti “di reimpiego”, cioè si suppone che questa sia una loro collocazione secondaria.
In via Torquato Tasso davanti al giardino Botero affacciante sulla piazzetta o Largo 4 Marzo, dietro l’edificio (di estetica discutibile) degli uffici tecnici della città, troviamo Casa Broglia o albergo Corona Grossa uno dei primi Hotel di Torino.

Nel medioevo, l’ospitalità si divideva fra le anguste taverne ed i ben più attrezzati alberghi: il Corona Grossa si poteva fregiare di questo titolo, data la presenza di locali adibiti a ricovero e foraggiamento per i cavalli.
Dei servizi dell’albergo si servirono anche i nobili di alto lignaggio e l’esistenza di un conto del 1379 testimonia che a quella data, i cavalli del principe d’Acaja si trovavano nella stalla dell’albergo.
L’attività di questo albergo iniziò nel 1300 e continuò ad essere attiva fino al 1800, quando poi cambiò destinazione d’uso diventando civile abitazione e sede di attività commerciali.
Nonostante i danni della seconda guerra mondiale, l’edificio ha mantenuto molti dei sui tratti originali.
Casa Romagnano è un altro esempio di architettura medioevale di civile abitazione che si trova in via dei Mercanti, 9.
Nei pressi della Porta Palatina si trova un di edificio di tardo medioevo, risalente ai secoli XV e XVI, conserva soffitti lignei e dipinti murali,era dotato anche di torre, ancora oggi visibile.
Fu l’abitazione di Emanuele Filiberto Pingone.

Questi era originario della città di Chambéry e si era laureato in legge all’Università di Padova.
La sua carriera fu al servizio dei duchi di Savoia, iniziata con Carlo III, culminò con la carica di ambasciatore a Nizza per il duca Emanuele Filiberto di Savoia e con il titolo di barone di Cusy.
Trasferitosi a Torino nel 1560, divenne consigliere di stato oltre ad altre cariche per il principe.
Fu anche studioso e soprattutto genealogista della corte Sabauda.
Due anni dopo l’insediamento di Carlo Emanuele I, 1582, morì e fu sepolto nella chiesa di San Domenico.
Nel medioevo si ebbe anche la costituzione di veri e propri borghi extramura che ancora oggi conservano la nomenclatura.
Abbiamo i Borghi di Madonna della Campagna, San Donato e un Borgo oltre la porta orientale di case con portici che conducevano al Po.
Dopo il medioevo la città sarà coinvolta in radicali cambiamenti grazie alla presenza stabile della casa Savoia, nel XVI secolo inizia una nuova era per la città di Torino.